Stamane leggo on-line un quesito interessante sul mercato dell'Arte e provo a darmi delle risposte.
Si individua un artista potenzialmente vendibile, artista che del resto si è già adeguato nella sua creatività all'ipotesi di vendita/fama/gloria e che propone che so, modelli bisex in contesti industriali che si esercitano in performance sexual-produttive di oggetti in materiale plastico altamente inquinante ma tratti dalla tradizione contadina e con questo l'artista vuole richiamare il fruitore a una dimensione dell'uomo ormai dimenticata, la verginità perduta etc... etc..
Si avrà un nuovo personaggio, con nuovi prodotti e varie prospettive di viaggio in paesi anglofoni in contemporary galleries total white.
Si avranno inaugurazioni e vernissages. Eventi.
Una volta ho incontrato una ragazza che rideva continuamente senza ausilio di battute e alla mia domanda su che facesse nella vita lei mi disse entusiasta "io organizzo Eventi".
L'artista finalmente avrà coronato il suo sogno di onnipotenza narcisistica, le riviste di settore pubblicheranno il suo nome e lui ritaglierà anche il più piccolo accenno anagrafico e conserverà tutto in un book personale a memoria di posteri.
Sarà rispettato e voluto in ogni dove.
Le sue opere frutteranno pacchi di denaro a tutti gli interessati.
Libri d'Arte dedicheranno una paginetta al suo percorso e lo collocheranno in una corrente dal nome lunghissimo e incomprensibile ai più.
Ad un certo punto avrà accettato la realtà delle cose e cioè che tutto è in vendita a questo mondo e tutto si compra e quasi non ci si accorge di proporsi in modo commestibile in ogni aspetto creativo dell'esistenza.
Che poi a indagare bene ci si vende anche sul piano dei sentimenti, bisogna pur sopravvivere, ma offrirò questa dose di cinismo in altro loco.
Ogni tanto soffrirà di questo, non riuscirà a capire chi è, chi era, dove va, dove comincia lui e dove finiscono le sue opere, l'ansia di essere ignorato o dimenticato si affaccerà nei suoi sogni, quei pochi rimasti. Ma sarà probabilmente molto ricco ed eccentrico con i suoi occhiali in pioppo, questo sempre per rifarsi ad un concetto di semplicità delle cose, leit motiv di tutta la sua produzione.
E dopo molti o pochi anni (dipende dalla resistenza innata) e sempre solo ogni tanto, l'Artista avvertirà un piccolo languore, un senso di mancanza forse, di quando cominciava le giornate scendendo da colline e quel che aveva intorno gli bastava.