18 novembre (scherzi dell’inconscio)

Avevo cominciato un breve racconto di fantascienza, il soggetto principale da trattare era l’inconscio, un bel progetto, mi piaceva, ma avevo dubbi sulla tenuta dell’impianto al rigore della logica, molto complesso già in partenza su un materiale pressoché ignoto, mi serviva il  consulto di qualcuno competente e sincero, di cui fidarmi su entrambi i fronti.
Dusy.
Dusy è la mia migliore amica, ha due lauree più un bel po’ di specializzazioni, una parete di casa sua e dedicata agli attestati conseguiti, lavora nel sociale da sempre, ha vissuto gli anni ’70 nella giovinezza consapevole di vivere gli anni ’70, non come me che posso dire di essere nato nel ’68 e finisce lì il primo tempo della mia personale rivoluzione.
Bella e irriverente, 50 anni ne dimostra 40, non perde mai occasione di dirmi quello che pensa, che sia pro o contro di me non fa nessuna differenza. Nessuna.
Le espongo quello che ritengo sarà il mio capolavoro, spiego dettagliatamente, gioco d’anticipo sugli eventuali punti deboli, il mio effluvio fonetico macina come uno schiacciasassi accompagnato dalla superflua gesticolazione di quando esprimo idee fragili o imponenti, intanto bevo un caffè prontamente offerto al mio ingresso e intravedendola appena nell’indispensabile fumo di sigarette consumate in interessanti discussioni concludo, e attendo il suo parere.

Dusy se vuole può usare metafore ed iperboli che al mio patrimonio culturale sfuggirebbero come galline nel pollaio per cui spesso con me sceglie un linguaggio semplice-diretto e di cristallina efficacia:
”Ma che cazzo scrivi questa roba a fare? Miii che depressione, ma non ti puoi dedicare ad altri temi? Se lo scrivi temo sarà la prima volta che non leggerò qualcosa di tuo”.
Io provo ad incunearmi in quella che prevedo stia diventando una rovinosa disfatta per il mio prossimo capolavoro, la fine dei miei sogni di scrittore fantasicologico per intenderci ma lei, essendo formatrice per natura, sa che con un depistatore del mio pari è bene non interrompere il flusso di informazioni se si vuole instillare qualcosa:
”Ho capito cosa intendi e ammetto che è affascinante quanto pauroso nelle tue fosche previsioni da qui a 80 anni, poi mi piace che il protagonista di questa nefanda storia sia tuo nipote, se non altro non hai ancora rinunciato a diventare padre, ma non puoi usare la tua immensa creatività (l’ha detto giuro) per dare positività a chi ti legge? Una risata intelligente è il più bel messaggio che si possa dare in questo mondo di superficiali o ancor peggio dediti al nichilismo bieco. Tu non sei un nichilista, sei solo intelligente cazzo.
Scrivi dell’amore ad esempio, con tutte le sbandate che hai avuto nel negli ultimi 3 anni hai materiale a iosa.
Che poi se non ricordo male anni fa lessi qualcosa di simile ma dovrei andare a vedere (accendo un’altra sigaretta nel terrore che lo faccia sul serio e desisto dall’incunearmi).
Devi per forza tritare i coglioni con un pippone sull’inconscio? Ma poi tu che ne sai dell’inconscio? Non parlo del tuo, in generale. Che ne sappiamo noi? E poi questo “inconscio” nel tuo racconto, dicevamo? Ah sì, me lo ipotizzi origine di mostri,  aberrazioni, il tramonto dell’umanità! Ma non sarà mica la…………… (termini tecnici che non ricordo) anzi alcune teorie dicono che ………… …………….. e quindi……………….... e poi come trascurare il………………..fino ad ipotizzare un ………… limoncello Dany?”.

Sì grazie Dusy, comoda faccio io.

N.d.A.
Non me la sentivo di ultimare quel pezzo di fantascienza ma non ero in grado di prendere una decisione consapevole quindi il mio inconscio mi ha suggerito che avevo voglia di un caffè e un limoncello.