Beh, innanzitutto grazie, grazie a te so quanto fa male un pugno sul naso, esperienza importante per non prenderne altri, te l’ho sempre rinfacciato ma in realtà sono contento sia stato tu a darmelo e non un perfetto sconosciuto.
Stasera apprendendo che non c’eri più ho pianto di fronte a mio padre che infastidito dalla mia fragilità mi ha rimbrottato. L’ho dovuto zittire.
Magari avessi potuto fare altrettanto con il tuo vecchio quando ti pestava a giorni alterni per frustrazioni sue.
Uscito dall’autostrada percorrendo quel tratto di statale fino a casa dei miei ho abbassato i finestrini per fare entrare l’odore di risaia.
Te ci sei cresciuto sul trattore nei campi, più di me, era il tuo riscatto di uomo con un po’ di anticipo sui tempi.
E l’odor di risaia mi ha fatto ricordare quando sbronzi persi io sul cofano della tua macchina e tu alla guida facevamo come nei film americani, salvo poi accorgersi che ti avevo rigato tutto il cofano con la fibbia della cintura.
E me l’hai sempre rinfacciato, parità quindi.
Dai miei ho poi pianto di nuovo e nessuno s’è permesso di stupirsene.
Ho pianto come ho sempre fatto in circostanze troppo felici o tristi, buttando fuori forse un tumore a me non verrà..
Te hai pianto poco, lo so, eri più simile ai nostri vecchi, uomo duro, fisicamente una roccia, da ragazzo facevi dei numeri che nessuno ti stava dietro, arrivavi oltre il limite, da solo hai rischiato la vita non so quante volte e il mio istinto di sopravvivenza in certe sere si allenava per bene con te.
Con le ragazze tu sì che ti divertivi, stasera tornando sentivo in radio un sondaggio secondo il quale le donne preferiscono i bastardi. Tu non eri bastardo ma se era il caso ti veniva bene la parte.
Per un bel periodo le trovavi tutte tu quelle incazzate violente aggressive, a chi voleva essere picchiata nel mentre tu generosamente offrivi come e quanto volevano. A chi voleva essere buttata giù dalla macchina in corsa tu aprivi la portiera. Insulti e sberle? Non c’era problema, se quello volevano tu davi.
E poi a chi ti ha chiesto tutt’altro e nel modo giusto hai saputo dare anni di fedeltà e 2 figlie stupende.
Poi avevi delle idee del cazzo, politicamente abbiamo sempre cozzato, tu a destra e io no. Siamo stati l’alter ego l’uno dell’altro per anni, in molte cose.
Una su tutte: io invidiavo la tua impulsività, tu la mia testa, riuscivamo a dircelo per fortuna.
L’anno scorso mi avevi cercato inaspettatamente, ero alla guida in auto con altre persone, ho tagliato corto promettendo di richiamarti al ritorno. Non lo feci e tu non mi dicesti che stavi male.
E’ ora di finirla questa melassa scritta sull’onda del dispiacere, dai insieme al 3.
……. ciao Edo amico mio.