Ho cominciato questa rapina 5 mesi fa e ancora non mi decido a uscire, il clima qua è molto cambiato rispetto a quando sono entrato, ora nessuno ha paura di me perchè è chiaro che non farò del male, mi capita anche di dimenticare la pistola in bagno e che uno degli ostaggi me la porti con preoccupazione.
Manco di professionalità, aveva ragione quel cretino, l’unico a cui ho sparato.
Un rapinatore serio avrebbe risolto il colpo in 10 minuti e senza incolumi ed inconvenienti avrebbe preso il largo con il bottino, probabilmente in un posto dove il denaro non conta molto o meno che in questo paese.
Ormai siamo una piccola comune, loro non ne vogliono sapere di tornare là fuori, io nemmeno, stiamo bene così.
Questa esperienza è paragonabile a un Grande Fratello fai da te con la differenza che abbiamo divelto le telecamere e nessuno sa che facciamo, nessuno ci spia, nessuno ci rompe i maroni e si fa sesso per davvero non per lo sponsor.
Mi tocca inscenare la parte del cattivo solo quando devo richiedere viveri e beni di prima necessità, il mio bagaglio recitativo è molto più vasto ora, anche perchè ho molti suggeritori nei miei amici ostaggi, spesso si fa una riunione la sera prima su quale atteggiamento sia meglio tenere e cosa dire, una volta mi sono fatto pure sostituire perché avevo un abbassamento di voce.
Devo ammettere che anche il commissario lì fuori si è organizzato bene, ha messo su un gazebo con scrivania e sedie, ha siglato una convenzione con il bar vicino alla banca per le consumazioni, c’è sempre un capannello di amici e parenti che vanno a trovarlo tant’è che qualche passante a volte si ferma chiedendo dove deve firmare e lui s’incazza come una biscia intimandomi al megafono di porre fine a questa farsa.
Ma secondo me va bene anche lui che prosegua.
Anche se ogni tanto, tra noi, si fanno strani discorsi, qualcuno comincia ad accennare a una fuga, un signore sostiene che potremmo svignarcela da un cunicolo sotterraneo e segreto (molto segreto almeno per ora) di cui sapeva ai tempi in cui lavorava per l’azienda municipalizzata.
Anche in loro prende forma l’idea che questa sia in fondo una grande occasione, ormai il distacco è creato, dopo 5 mesi i parenti non si disperano più, la vita va avanti e noi ci siamo disintossicati dal marciume di doveri e vizi della società contemporanea, i notiziari ci ignorano, a nessuno frega più un cazzo di noi.
Potremmo tagliare la corda, nessuno ci inseguirebbe.

Titolo: Vedo vedo vedo..
Tecnica: 90° orientata
Nuovo, non abbiamo altre parole (e la useremo spesso qui di seguito) per definire questo artista e nello specifico il linguaggio usato nell’opera “Vedo, vedo, vedo..” di cui potete apprezzare una diapositiva qui sopra.
Era da tempo immemorabile che non si assisteva a una tale rivoluzione dell’arte, oggi finalmente possiamo dire che è nato un nuovo mondo dato da un diverso punto di vista sulla realtà.
E’ la proclamazione inequivocabile e inconfutabile di quella che possiamo definire “torsione semantica per immagini”, un movimento artistico di cui seguiamo da ora i primi passi, ed è questa la grande fortuna di cui godiamo, assistere alla nascita di un genio sapendo che è genio prima ancora che lui lo sappia, prima che la gloria e la fama lo riducano a semplice copista nonchè frequentatore di party e vernissages e di tutto quel marcio mondo fatto di depravazione, droga , soldi facili e idee balzane quali diventare regista o presidente di associazioni ambientaliste.
L’erede di Warhol è finalmente tra noi e da questo suo incipit possiamo anche affermare che potrebbe non essere gay.