Ero al mio solito tavolo quando mi si avvicina un signore, anziano e distinto, mi viene incontro sorridente e dice
“Però, che piacere vederla mangiare con così tanto appetito”.
Sorpreso dalla mia voracità così evidente confermo
“Eh sì, ho proprio fame”.
Il mio visitatore insiste
“Alla sua età mangiavo anche io così, qui non è male, stasera ci ho portato mia moglie, è il nostro 55° anniversario di matrimonio…” e aspetta.
Io do soddisfazione con un
“Complimenti! Una bella fetta di vita insieme, incredibile”.
Lui a quel punto rompe ogni indugio e mi chiede se può sedersi al mio tavolo
“Con piacere, si accomodi” lo rassicuro io.
”Lei cosa fa qui?”
”Ci sono per lavoro”
”Vorrei presentarle mia moglie ma…non so dov’è… ah eccola, si era già infilata in quel negozio di bigiotteria, VIENI QUI ILDE CHE TI PRESENTO UNA PERSONA!”
Si avvicina lei ridendo
”Le starà mica dando fastidio? Lui attacca bottone con tutti”
”Ma no s’immagini”
E mentre faccio posto a Ilde lui riattacca
”Sono 55 anni che sto con lei e ne sono ancora innamorato sa? Ricordo ancora la prima volta che la vidi, mentre usciva dalla chiesa.:”
”MA CHE DICI? Non sono mai stata una bigotta!”
Lui mi strizza l’occhio per complicità
”Era bellissima, e sì che ne avevo di morose all’epoca ma lei mi ha folgorato”
”Uuuhhh se ne aveva di donnine, era un viveur e un ottimo ballerino, ma poi sono arrivata io” dice goduta la Ilde.
”Fagli vedere la tua foto Ilde, fagliela vedere” e lei apre il borsello e ne tira fuori una fotografia del 1938, aveva 16 anni, non lo splendore che ci vedeva lui ma la fotografia è di per sé eccezionale per l’emozione che ha negli occhi mentre me la mostra, la conserva da 67 anni, è la sua immagine da ragazza, credo che se la guardi una volta al giorno. Non posso nemmeno immaginare cosa si prova a vedersi così indietro nel tempo.
”Nostro figlio è lontano, stasera era brutto rimanere a casa e allora siamo venuti qui al centro commerciale, quanti negozi, lei ha famiglia?”
”No purtroppo, mi sono separato, già da 4 anni ormai”
Si intristiscono, “che peccato” quasi all’unisono, probabilmente non comprendono.
Schivo l’imminente paternale facendo loro domande e loro raccontano, un po’ di loro vicende, la malinconia di figlio e nipoti che vedono poco ma lui è tenace “ma non è nemmeno innamorato di un’altra ragazza?”.
E lì ebbi gioco facile
“Sì, lo sono, ma non corrisposto purtroppo”
”Com’è possibile? Un giovanotto come lei, di buone maniere, che ci fa sedere al suo tavolo e parla così francamente con 2 sconosciuti, sono mica tanti così”
”Ma no, sono abbastanza solo da permetterlo” pensai ma mi uscì un “Grazie, mi ha detto cose bellissime”.
Ilde alzandosi batte il tempo, “Andiamo adesso, lascia finire la cena in pace a sto ragazzo”
”Sì sì, hai ragione, beh…noi andiamo allora e le faccio molti auguri e vedrà che le arriveranno cose belle, che se le merita”
”Arrivederci, stia bene Ilde”
Baci, strette di mano, come buoni amici.
Mentre si allontanano alle mie spalle osservo le persone di fronte a me sedute ai tavoli, sembra non si siano accorte dei miei visitatori, tutte guardano fisso altrove, o parlano tra loro, o a testa bassa sul piatto se non hanno con chi parlare.
Mi viene un dubbio irrazionale, mi volto e li cerco…
eccoli là.